In qualità di persona coinvolta dagli sviluppi della tecnologia Keshe nel nostro Paese (gestisco MAGRAVS Italia, un sito che le è dedicato quasi interamente), desidero dare un caloroso benvenuto a LifeMagrav.com, che si prefigge l’obiettivo di ‘fare rete’ per diffondere una scienza nuova, potente e profondamente rivoluzionaria anche tra gli Italiani, popolo che in questo settore è molto indietro rispetto al resto del mondo.

La causa di ciò è senz’altro da attribuirsi alle difficoltà relative alla lingua (nel momento in cui scrivo, 17 aprile 2018, al know how su questa tecnologia si può accedere per il novantacinque percento solo comprendendo bene l’inglese parlato), ma complica la situazione anche l’assenza di un indice ben strutturato che possa guidare il neofita nella scelta delle fonti all’interno del mare sconfinato delle informazioni messe a disposizione dal Dr. Keshe.

C’è poi anche la storica tendenza del nostro popolo a difendersi da ‘fregature’ d’ogni genere, la quale ci spinge a diffidare un po’ di tutto generando sempre più spesso situazioni paradossali e talvolta comiche.

Neanche a farlo apposta, ho appena elencato le tre intenzioni sulle quali sia io, sia i responsabili di questo nuovo e bel sito, possiamo, dobbiamo e desideriamo lavorare: la lingua, l’adeguata indicizzazione e organizzazione delle informazioni, l’atteggiamento delle persone verso la vita.

Di essere particolarmente in sintonia, io e Paolo d..d. Cimolai lo capimmo bene appena cominciammo a confrontarci per capire come poterci divertire a offrire valore… ovvero, considerate le nostre nature piuttosto particolari, a condividere il nostro modo di vedere e vivere la bellezza e l’armonia.

E’ fuori di dubbio che, entrando nei siti sia di Life Magrav, sia di MAGRAVS Italia, le prime a saltare all’occhio sono le prime due intenzioni: 1) lingua; 2) indicizzazione e organizzazione delle informazioni; però oggi vorrei anche scrivere una cosa alla quale, nell’ambito del mio lavoro, non ho ancora mai accennato, perciò salterò senza tanti preamboli dal tono ‘pubblico’, al quale tutti siamo abituati, a uno più intimo che, forse, risulterà un pochino più ostico da ‘digerire’.

Sono certo di contravvenire ai concetti di sacrificio, peccato e separazione sottolineati da molte religioni, quando affermo che nella vita è possibile e anche sacrosanto farsi guidare dal piacere. Con questo termine non alludo ai night club, alla playstation, ai bucatini all’amatriciana e via dicendo… ma al sentirsi in sintonia con il Creato che ci circonda e che ogni istante ci dona la vita.

Ho sempre pensato, o forse farei meglio a scrivere ‘sentito’, che ciascuno di noi su questa Terra sta svolgendo un viaggio che egli stesso pianifica ogni giorno, magari pur senza saperlo: restare in sintonia con se stessi vivendo in quel calderone caotico di eventi e idee che è la società dei nostri giorni non è certo semplice, tanto più ora, che il principio del mors tua, vita mea è così spasmodicamente… sacralizzato.

Questa breve premessa, un po’ introspettiva, mi è servita ad arrivare a ciò che più mi preme farti sapere, che è questo: personalmente, e sono pressoché certo di parlare anche a nome di Paolo Cimolai, che gestisce Life Magrav, non dedico i miei giorni all’accumulo di fuffa (soldi, riconoscimento, potere… entità legate alla sfera materiale che, comunque, resteranno fuori dal mio mondo quando compirò il grande e innominabile passo), ma a ciò che oggi mi fa stare bene istante dopo istante.

Se si smette di guardare esclusivamente all’asfissiante mondo umano – una bolla isolata dalla Vita, bolla nella quale vigono principi generali nuovi (in termini evolutivi), sperimentali e, per adesso, poco funzionali… soprattutto se li si confronta con l’efficacia di quelli naturali –, se si torna a rivolgersi alla dimensione che ci ha partoriti tutti, si scopre che l’esistenza autentica aleggia proprio nella natura e nella spontaneità quindi non mi sembra fuori luogo che io esattamente da quelle parti cerchi sempre di andare a giocare!

Sì, esatto… a giocare. So che l’atto di legare questa parola ai molti aspetti della vita potrebbe sembrare di primo acchito una bestemmia o, se non altro, una leggerezza avventata. Ciò accade perché ormai il gioco è stato snaturato dalla società umana… mentre, per qualsiasi forma di vita (animale… poi per quelle vegetali chi lo sa?), si tratta dell’atteggiamento che più, e prima di qualsiasi altro, sviluppa l’apprendimento e l’intelligenza. Questo e molti altri argomenti li sto esponendo in Guardrail, il libro che serve a riscoprire le proprie intenzioni e a reimpossessarsi della propria vita in un soffio, illustrando un sistema estremamente semplice, concreto e libero da qualsiasi preconcetto.

La libertà che sinora ho più apprezzato è quella che permette di rivolgere tutta l’attenzione all’inventare e cercare di condividere il piacere di vivere… il che, né più né meno, è quello che fanno tutti gli esseri viventi che non sono direttamente impegnati nel grande esperimento dell’Uomo, quello che ebbe origine con il ‘morso della mela’. Ecco perché adoro creare situazioni nuove… il cui ruolo, in genere, è permettere a me e ai miei interlocutori di studiare e comprendere il mondo, noi stessi e gli altri esseri viventi attraverso scelte e azioni basate sulla spontaneità che emerge dal fluire insieme al mondo… invece che sul tentativo di costruire qualcosa di diverso (benissimo!) isolandosi dall’abbraccio della Vita (mossa ben poco saggia). La gratificazione che deriva da questo modo di vivere naturale è intima, profonda, inesprimibile a parole, ed è questo il dono più grande che so di poter fare alla parte dei miei simili che sente di riconoscersi in ciò che sto scrivendo… mi ci dedico da sempre, è la mia principale e indiscussa ragione di vita.

Ebbene sì, sono un giocherellone e credo fermamente che proprio questa sia la natura di chiunque ha la possibilità di muoversi e interagire con il parco giochi che ci contiene tutti. Per capire quanti divertimenti mi sono inventato sinora, ti basterà dare un’occhiata al progetto FIRE o, meglio ancora, alla mia homepage, nella quale, qua e là, ci sono link alle mie principali ‘pazzie’ presenti e trascorse.

Anche fare il distributore della Keshe Foundation, per me, è un bellissimo gioco e non credere che sia semplice. Domanda: un gioco semplice quanto ci mette a stufare?

In cosa consiste, per me, il divertimento?

Ecco qua:

1) chiunque ha l’occasione di costruirsi (!) o prendere già pronto all’uso uno strumento potentissimo che può realmente cambiare in positivo la sua vita e, più in generale, l’ambiente psicologico e fisico nel quale tutti siamo immersi… e l’ambiente è tutto per chiunque (Bruce Lipton docet… e in più ci sono l’epigenetica, la quantistica e intere branche della scienza a confermarlo);

2) d’ora in poi, forse, mi basterà condividere la conoscenza di questa tecnologia per cominciare ad accumulare le energie che forse, un giorno, saranno sufficienti a creare gli stessi ‘giochi’ che, finché con la stesura di Guardrail non ho capito ben bene come funziona la vita, giacevano nel cassetto dei progetti più arditi;

3) soprattutto, ed è questo l’elemento che fa la vera differenza, MAGRAVS Italia per me è l’occasione di unire il lavoro che ho scelto a quello che sento il mio ruolo profondo in seno all’esistenza: quello di chi s’impegna da sempre per comprendere la natura di se stesso e di ciò che lo circonda in barba a dogmi, maestri, tradizioni… semplicemente confrontando il dentro con il fuori e stando a vedere come si rispecchiano l’uno nell’altro.

Per me non esiste gioco più intrigante, vitale e divertente di questo.

Credo che il Dr. Keshe e il suo entourage siano in linea con questo atteggiamento interiore, perciò la nostra collaborazione lavorativa (e innanzi tutto fattiva), mi fa sentire molto più ‘di casa’ che in qualsiasi altro contesto. In pratica, sto giocando insieme agli amici giusti.

La vita autentica è fatta di sussurri, di sguardi, di cose non dette, del volo silenzioso degli uccelli, degli aromi dei fiori e del pane appena sfornato, e queste cose sono già mie/nostre adesso! L’universo intero si riflette dentro di noi; siamo legati al Creato da un magico connubio che parla la lingua semplice e immediata (torniamo sempre lì) del gioco e del piacere.

Ricordiamocelo adesso, questo. Basta volgere lo sguardo al cielo, alla terra, al vento, al mare, al silenzioper ritrovare il nostro posto adesso e tornare a vivere adesso.

La tecnologia Keshe è il miracolo prodotto da un uomo che ricorda di essere figlio non solo dell’Uomo stesso, ma anche della Vita tutta. In questo senso, almeno per noi della vecchia Europa, avere un generatore che ci permetta di smettere di pagare quasi tutte le bollette sarebbe senz’altro utile, ma riconosciamocelo, dài… lo vorremmo più che altro per rivalsa contro chi ha sempre pescato banconote dai nostri portafogli! Dal mio punto di vista, con il generatore, per noi europei in gioco ci sono molto di più i soldi che la vita, i sorrisi, i battiti di cuore che, personalmente, cerco da sempre ben sapendo che sono proprio gli elementi che rendono l’esistenza degna di essere vissuta. Mi capita di sorridere quando penso che, nei paesi in via di sviluppo, il generatore sarà una vera manna… ma la quotidianità di chi vive là è pregna degli elementi semplici e magici che noi, ormai, abbiamo pressoché dimenticato… anche se di buono c’è che possiamo sempre recuperarli in qualsiasi momento, e la mia idea sul come fare la sto scrivendo in Guardrail.

Confondere il generatore con l’intera tecnologia Keshe mi è sempre parso un errore madornale: il Dr. Keshe vuole che l’intera umanità, e non una sua parte, abbia libero e costante accesso allo spazio; questo è il suo vero obiettivo. Vista così, il generatore assume un ruolo molto più ridimensionato, è semplicemente uno dei molti elementi che ci permetteranno di sopravvivere tra le stelle senza avere bisogno di nulla e di nessuno.

Ecco perché sono entusiasta di collaborare con la Fondazione Keshe: stiamo parlando di un futuro diverso, migliore e già accessibile… solo che occorrono un po’ di sforzo, di pazienza, di spirito pionieristico e, soprattutto, di un pizzico di fiducia e d’immaginazione, per comprendere la tecnologia e le possibilità sconfinate che sta offrendo a tutti noi. Per adesso il dispositivo del Dr. Keshe che più adoro è la Pain Pen: un piccolo prodigio eterno, silenzioso e totalmente autonomo capace di toglierci di dosso in cinque minuti dolori d’ogni genere, rendere la qualità del nostro tempo nettamente migliore e dimostrarci attraverso il suo semplice funzionamento che noi e l’universo siamo talmente legati da essere in fondo la stessa cosa.

Il mio benessere si relaziona molto più a questi benefici che al mero portafogli… e, soprattutto, ciò che per me conta sopra ogni altra cosa è la qualità degli istanti che posso trascorrere avendo la possibilità di scegliere, crescere, giocare e condividere la bellezza e l’armonia che riesco a tirare fuori dal cilindro.

Il bello è che in Keshe Foundation e in Life Magrav tira la stessa aria. Credo che ci divertiremo!